Wedding Planner, una figura fondamentale spesso sottovalutata

Oggi, con questo post introduttivo, inauguro una nuova rubrica del blog intitolata “I consigli per la sposa”, con un post dedicato alla figura della/del Wedding Planner.

Penso che questa professione, benchè fondamentale nell’industria del matrimonio, in Italia soprattutto, sia piuttosto sottovalutata. Così nel mio piccolo, ho deciso di dedicare un’area di questo blog alle/ai professioniste/i dell’organizzazione. Attraverso la formula dell’intervista, ho pensato di offrire periodicamente uno spazio libero a ciascun/a ospite per raccontare la propia storia, il proprio personale modo di interpretare questo lavoro e la propria esperienza. E perchè no, di regalare qualche piccolo consiglio alle coppie di futuri sposi.

Di seguito proverò a condividere alcune considerazioni in relazione al tema, che nascono dagli incontri e dalle esperienze vissute con numerose/i Wedding Planner. Ovviamente il tutto visto dal mio punto di vista di fotografo. (Ndr: mi perdoneranno i Wedding Planner uomini se nella parte dell’articolo che segue, per comodità di esposizione, declinerò la professione al femminile in quanto in effetti le loro colleghe donne, statisticamente rappresentano la grande maggioranza di coloro che operano nel settore).

Buona lettura.

In bilico tra emozioni e concretezza

Una Wedding Planner per definizione è una persona creativa ed al contempo molto organizzata, precisa ed attenta ai dettagli che potrebbero fare la differenza tra un evento riuscito ed un fallimento. L’aspetto in particolare sul quale desidero porre l’attenzione è che, a differenza della maggior parte degli operatori dell’indotto del nostro settore, quella del Wedding Planner, è la figura che ha su di sè il maggior carico di responsabilità ed impegno nei confronti degli sposi.

Nel corso del tempo, mi sono reso conto delle problematiche più comuni che si trovano ad affrontare ed ho iniziato, almeno per quanto riguarda il mio ruolo di fotografo, a pensare come avrei potuto sottrarre, anzichè aggiungere, pensieri a chi ne ha già tanti. Ho provato a mettermi nei loro panni ed ho riscontrato che le scelte alle quali si trovano di fronte quotidianamente non sono affatto facili. Implicano il fatto di conoscere a fondo ogni coppia ed anche ogni singolo fornitore.

Dopo anni di collaborazioni credo di avere abbastanza chiare le esigenze di chi si assume l’onore, l’onere e la responsabilità di organizzare un evento così importante ed unico come il matrimonio, rispetto al quale le coppie di futuri sposi investono, oltre che denaro, grandi aspettative a livello emotivo. A mio avviso questo è un fattore da tenere in grande considerazione.

Ponendo l’attenzione all’ambito specifico di cui mi occupo e che conosco meglio, ho ben presente quanto sia difficile per loro consigliare il fotografo “giusto”, il professionista e la persona più adatta a raccontare gli istanti fugaci e le emozioni di ogni singola coppia nel modo migliore e più vicino alle loro aspettative e garantire che vengano ricordati negli anni a venire. Occorre creare una sintonia che non nasce dalla sola visione delle foto dimostrative di altre coppie, ma dall’incontro e dall’ascolto reciproco. A mio avviso tutto dipende dalla qualità della relazione che si riesce ad instaurare che è strettamente collegata al tempo che si dedica a svilupparla. A questo proposito ho dedicato un articolo presente in questo blog. Se desideri leggerlo clicca qui

Un momento unico come il matrimonio, deve essere trattato con cura e con grande consapevolezza, dal fotografo che più è in grado di rappresentare quella specifica coppia, dal punto di vista professionale, stilistico e umano. Non si tratta “solo” di scattare fotografie, si tratta di empatia, sintonia ed affinità tra le persone. Sono fermamente convinto infatti, che un buon servizio fotografico non è mai “solo” merito del fotografo ma frutto di una stretta collaborazione con ogni coppia.

Le fotografie del matrimonio non si possono ripetere. Le immagini realizzate rappresenteranno l’unica testimonianza tangibile di un giorno irripetibile e per questo avranno un valore. Un enorme valore. Il valore connesso al ricordo di una serie di attimi particolarmente significativi che non torneranno.

Il rapporto fotografo/wedding planner

Parlando da fotografo mi rendo conto che nel rapporto di collaborazione con una Wedding Planner, le immagini non rappresentano l’unico aspetto sul quale porre attenzione. Naturalmente è il principale, ma trattandosi di una relazione non solamente artistica ma anche professionale che ha come obiettivo comune la soddisfazione dei desideri del cliente, occorre anche avere cura di alcuni altri particolari non secondari.

Noi fotografi amiamo molto quello che facciamo, spesso abbiamo un ego ingombrante (per usare un eufemismo) e talvolta questo fatto può rivelarsi sconveniente quando si tratta di lavorare in team. Anche se involontariamente e con le migliori intenzioni, spesso corriamo il rischio di aggiungere, anziché ridurre, i pensieri di una Wedding Planner.

Ho provato così a chiedermi quali risorse un fotografo potrebbe mettere in campo per fornire il suo contributo senza gravare sull’organizzazione generale dell’evento. Il breve elenco che segue ne è il risultato.

  • senza dubbio uno di questi è l’affidabilità. Non essere costretti a controllare costantemente il lavoro dei collaboratori ed avere la serenità di poter delegare alcuni aspetti è senz’altro una risorsa importante alla quale poter attingere;
  • anche l’autonomia credo sia una caratteristica importante che dovrebbe possedere ogni persona che desidera creare e mantenere viva una collaborazione efficace e proficua per le parti;
  • avere chiaro il proprio ruolo è un altro aspetto chiave. A questo proposito apro una parentesi che riguarda da vicino la figura del fotografo. Benchè importante, il fotografo che si occuperà di raccontare la giornata, è una delle numerose figure professionali coinvolte nell’evento, certamente non il protagonista come talvolta accade. Credo che per realizzare immagini emozionanti, in grado di raccontare in modo autentico ed unico ogni coppia di sposi, sia necessario porsi esattamente all’opposto: fare di tutto per essere il più possibile invisibili. E’ per questo che, parlando delle mie scelte professionali, negli ultimi anni ho deciso di concentrare tutte le mie energie per creare il Metodo “Slow Wedding Photography” che mi permette di conoscere meglio ogni coppia e creare con ciascuna di loro una relazione, grazie alla quale realizzare immagini spontanee in cui possano riconoscersi. Immagini spontanee che raccontano emozioni autentiche e fissano nel tempo i ricordi in modo vivo e persistente. Un “protocollo” che mi permette inoltre di “sollevare” gli sposi rispetto alla “questione fotografie”. Se vuo saperne di più visita questa pagina;
  • infine, ma non ultimo, l’aspetto secondo me più importante: la condivisione della visione del matrimonio e degli obiettivi generali del progetto sviluppato per ogni singola coppia.

Bene direi che, almeno per ora, è tutto!

A breve pubblicherò la prima intervista di questa nuova rubrica che avrà come protagonista Raffaella Rimassa, Wedding Planner ligure di grande esperienza. Nei mesi a seguire ad essa ne seguiranno molte altre.

Stay in touch!

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