Veronica Salvarani, wedding planner…, e non solo.

Il post di oggi della rubrica “I consigli per la Sposa” ospita i suggerimenti le riflessioni di Veronica Salvarani.

Veronica, come si definisce lei stessa, è “una wedding planner che, a differenza di altre, cura personalmente, oltre alla regia dell’evento, anche l’immagine. Nasce lavorativamente nel mondo del design con la laurea nel 2007 e a questa attività affianca quella di organizzazione di eventi.

Ammette con sincerità di non essere mai stata la bambina che sognava l’abito da principessa o che riempiva le agende di cuoricini, ma ha sempre apprezzato la spontaneità dei sentimenti e la purezza delle cose.Insieme ai professionisti qualificati che ha selezionato nel tempo, traduce tutto ciò nei suoi eventi, che trasmettono personalità, eleganza e spontaneità.

D: Ciao Veronica, innanzi tutto grazie per l’entusiasmo e la disponibilità dimostrata fin dal primo momento che ti ho proposto questa intervista. Inizio con una domanda relativa al contesto generale. Qual’è secondo te il significato del matrimonio oggi?

R: Grazie a te Silvio, è un piacere confrontarmi con chi, come te, conosce bene questo mondo. Con il mio lavoro posso constatare che oggi il matrimonio è sempre più assimilabile ad un evento. C’è sicuramente la passione tra due persone e la felicità delle famiglie, ma i matrimoni di oggi sono veri e propri eventi, ognuno con la sua identità. Per questo è importante affidarsi a professionisti dell’organizzazione.

D: Alla luce della tua esperienza, cosa è cambiato nel corso del tempo?

R: Gli sposi di oggi sono più preparati e consapevoli. Il web e le trasmissioni televisive sono spesso fonte di ispirazione e ciò è sicuramente utile a loro per avere le idee chiare su ciò che vogliono, ma il wedding planner deve fare chiarezza e ordine in un turbinio di stimoli e idee. Come dico spesso ai miei sposi, mi piace riassumere il mio lavoro con il termine CREATIVITA’ ORGANIZZATA.

D: Perchè secondo te, la figura del wedding planner è sempre più importante nell’organizzazione di un matrimonio?

R: Proprio per ciò che raccontavo prima, affrontare con razionalità l’evento e coordinarne ogni aspetto è prerogativa di un professionista. Per tradurre in evento i sogni dei clienti occorre un atteggiamento razionale e un approccio pragmatico, oltre che le competenze e i contatti necessari per ridurre tempi e costi.

D: Come è percepita secondo te la figura del Wedding Planner in Italia?

R: Nell’immaginario collettivo la nostra professione si sta imponendo sempre più e l’idea di affidarsi ad un wedding planner non è più prerogativa di pochi, ma rappresenta una necessità reale. Non siamo figure che “volano a due metri da terra”, ma anzi dobbiamo restare sempre coi piedi per terra, per rispettare i budget, formulare proposte che si possano concretizzare, evidenziare limiti e prevenire inconvenienti.

 

D: Tu sei Wedding Planner e anche Wedding Designer. Questa tua duplice esperienza che valore da all’evento?

R: La laurea in design, unita alla mia passione per le cose belle ben si coniugano con l’organizzazione di eventi. Offro la possibilità agli sposi non solo di progettare l’evento, ma anche di tradurlo in immagine. Mi occupo personalmente della grafica di tutto l’evento, dagli partecipazioni al menù, e di tutto il materiale coordinato, dai coni di riso al tableau.

D: Qual’è la tua visione personale di questo evento?

R: Mi piace tradurre in evento la personalità degli sposi, perciò desidero conoscerli il più possibile per entrare in sintonia con loro. Ricerco sobrietà ed eleganza, senza eccessi nè stravaganze. Ritengo importante che in un’istituzione come quella del matrimonio alcune regole non vengano infrante, ma ci si possa concedere una personalizzazione magari in un altro modo.

D: Quali sono le cose più importanti a cui prestare attenzione durante la preparazione di un matrimonio?

R: Nell’organizzazione di un matrimonio lavoro per step, ascoltando le esigenze degli sposi. Insieme a loro definiscono due aspetti fondamentali: il budget e le priorità. Solo così avremo chiari gli obiettivi, senza brutte sorprese.

D: C’è un aneddoto in particolare che desidereresti raccontare?

R: Il rapporto umano e la complicità con gli sposi sono fondamentali. Durante tutto il periodo dell’organizzazione delle nozze divento il loro punto di riferimento, il loro angelo custode, talvolta anche la loro coscienza (un po’ come il Grillo Parlante con Pinocchio). Poco tempo fa ad esempio mi sono occupata di un matrimonio con rito all’aperto, in uno splendido borgo medievale. Dopo un sopralluogo durante il quale avremmo dovuto verificare la riuscita di importanti lavori di manutenzione, abbiamo purtroppo constatato che nulla era stato fatto. Immaginate lo sconforto degli sposi, della sposa soprattutto. Era sopraffatta dal dispiacere e orientata verso una scelta di tipo diverso, un ripiego in pratica. Il mio compito è stato quello di sostenere la sposa e farle mantenere la lucidità necessaria a perseguire il suo obiettivo. Sapete com’è andata? Ha visto realizzare il suo sogno nella location tanto desiderata.”

D: Hai un consiglio per una coppia in procinto di sposarsi?

 

R: Siate voi stessi. Il giorno del sì tutto deve parlare di voi, a cominciare dai vostri gesti per finire con il tipo di menù. L’ostentazione non paga mai. Meglio un evento sobrio in cui tutti si sentano spensierati, che una giornata in non ci si senta a proprio agio. Tenete ben a mente questo suggerimento in ogni decisione che prenderete, la scelta dell’abito o della location ad esempio.

 

Anche per oggi l’intervista è giunta al termine. Se ti è piaciuta o ti è stata utile, condividila sui tuoi social.


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