Il giorno del matrimonio: un’occasione per essere sé stessi. Anche nelle fotografie.

“Il giorno del tuo matrimonio sarai bellissima, sarai al centro dell’attenzione, tutti ti ammireranno, il tuo sogno si avvererà…, ecc….”, potrei andare avanti a lungo.

Spesso navigando su siti web che si occupano di matrimonio, e più in generale quando sento parlare di questo tema, leggo ed ascolto frasi come quella che hai appena letto, rivolte al pubblico femminile.

Come se nel “grande giorno” si concentrasse tutto il potenziale di gratificazione di una vita. Chi non sarebbe in ansia di fronte ad aspettative di questa portata? E’ se qualcosa non andasse perfettamente come immaginato?

Per sgombrare il campo da ogni equivoco ritengo che quella delle nozze, sia assolutamente una giornata importantissima nella vita di una coppia che naturalmente ha il desiderio che tutto fili lisco. Avendo però ormai raccontato decine e decine di matrimoni posso testimoniare che per quanto tutto vada per il verso giusto, spesso ci sono piccoli e grandi intoppi che potrebbero far vacillare anche la persona più serena. A questo proposito credo che la differenza venga fatta dall’atteggiamento con il quale si affrontano le situazioni che ci si presentano dinnanzi. Ho visto coppie che hanno fatto di un sassolino un macigno e coppie che hanno fatto di un macigno un sassolino.

Quello che ho notato negli anni è che le coppie più soddisfatte (non solo delle fotografie) sono state quelle che, pur con grande cura dei particolari e della buona riuscita dell’evento, hanno considerato il “grande giorno” come un giorno della loro vita insieme al pari degli altri, senz’altro più impegnativo ma, uno dei tasselli di un più grande mosaico che stavano costruendo insieme. Con la preoccupazione primaria di essere sè stessi.

 

Il giorno del matrimonio, obbligata ad essere bella

Circoscrivendo il campo al femminile, molto spesso le spose che mi contattano per avere informazioni a proposito delle fotografie per il loro matrimonio, si raccomandano con me di “farle venire bene” nelle immagini accreditandomi capacità taumaturgiche di cui temo di non essere dotato. Purtroppo o per fortuna non ci sono segreti o trucchi per vedersi rappresentati in foto come desidereremmo.

Diciamo comunque che un modo esiste per raggiungere un risultato soddisfacente. In particolare per ottenere foto spontanee, ma soprattutto in sintonia con il proprio modo di essere nelle quali riconoscersi, è necessario intraprendere un percorso finalizzato ad instaurare una relazione autentica tra gli sposi ed il fotografo che scatterà le fotografie. Questo approccio a mio avviso aumenta enormemente le possibilità di far emergere e valorizzare le singole personalità degli sposi e le caratteristiche che li rendono unici.

Ho un interesse profondo a conoscere le persone che incontro, entrare in relazione e raccontare le loro storie. Persone “normali” in alcuni dei momenti più felici della loro vita, non fotomodelli abituati a stare al centro dell’attenzione. A mio parere il compito del fotografo di matrimonio è quello di raccontare gli istanti di spontaneità ed offrire una testimonianza autentica in grado di trasmettere gli stati d’animo, le sensazioni e le emozioni degli sposi e delle persone a loro care. Per ottenere questo risultato ho creato il metodo Slow Wedding Photography” che propongo ad ogni coppia di sposi che si rivolge a me. Se desideri approfondire e capire meglio di cosa si tratta, visita questa pagina.

 

La bellezza come libertà di essere sé stessi

Ogni donna, per definizione, è bella il giorno del suo matrimonio. Una bellezza unica che nasce dalla gioia e dall’amore, fatta non solo di elementi esteriori ma di tante sfumature invisibili ai più. Per riuscire a cogliere questi aspetti, in sintonia con il mio approccio “Slow” alla fotografia di matrimonio (se vuoi saperne di più clicca qui) dedico ad ogni coppia il tempo necessario per farmi raccontare tutto ciò che può aiutarmi a conoscerli e ritrarli al meglio.

Ma cos’è la Bellezza?

Un domandone da un milione di dollari a cui è praticamente impossibile rispondere. Nelle diverse epoche che hanno contraddistinto la storia dell’uomo, nelle diverse aree geografiche ed in ogni contesto culturale infatti, al concetto di bellezza hanno corrisposto codici molto diversi.

Tempo fa, su questo blog, ho provato ad avvicinarmi timidamente al tema Bellezza (se desideri leggere l’articolo lo trovi a questa pagina) ed oggi mi trovo nuovamente a trattare questo argomento perchè qualche giorno fa, mentre stavo facendo alcune ricerche sul web, mi sono imbattuto in uno dei più conosciuti miti della classicità: il mito della caverna di Platone.

Ora immagino che ti starai chiedendo che attinenza abbia Platone con la fotografia di matrimonio. Una giusta curiosità. Rileggendo i contenuti del mito in questione mi sono divertito ad accostarli al contesto del matrimonio facendo una libera ed arbitraria associazione mentale con il concetto di Bellezza così centrale quando si parla di fotografia e matrimonio.

Ci tengo a precisare che non desidero fare filosofia spicciola ma, anche in questo caso, provare a portare qualche elemento di riflessione spero utile a chi legge, rispetto ai temi a cui mi trovo di fronte nella mia vita professionale.

Pur senza entrare in ambiti che non mi competono, mi sta a cuore mettere in evidenza e condividere qui un solo punto in particolare, il fulcro del ragionamento che Platone conduce nel celeberrimo mito. Ovvero il rapporto esistente tra apparenza e realtà ed il fatto che spesso, l’agire umano e quindi i suoi comportamenti, sono conseguenza di ciò che appare reale ma effettivamente è solo una proiezione di esso.

Prendendo come riferimento le due categorie proposte dal mito (apparenza e realtà) e provando ad affrontare questa dualità nel contesto del matrimonio, tra le possibilità a disposizione dei futuri sposi, potrebbe valere la pena valutare almeno due opzioni: uniformarsi ad un codice condiviso dalla comunità (o da un gruppo di simili), oppure riconoscere la propria unicità ed esprimerla tutti i giorni, non una sola volta nella vita. Non credo esista una risposta corretta ed una sbagliata ma solo la consapevolezza di sé, del proprio modo di essere e dei propri desideri.

Per come la vedo io, la chiave di tutto risiede nell’essere semplicemente sè stessi, il giorno del proprio matrimonio, come più in generale nella vita. Pur nelle differenze individuali, nel tentativo di vedere soddisfatti i propri desideri, siamo tutti accomunati dall’ambizione di poterci esprimere per ciò che siamo. In fondo, credo che la partita si giochi qui.

Il mio compito non è certo quello di dare risposte ma al massimo suscitare, o al più suggerire, quesiti rispetto al mio ambito di competenza: la Fotografia…, per cui…, quando pensi alle immagini del tuo matrimonio, qual’é il tuo ideale di Bellezza?? 🙂

A ciascuno la sua risposta.

A proposito di domande e risposte…, se desideri conoscere quali sono le domande più efficaci da porre al fotografo di matrimonio per ottenere le informazioni più significative ed utili per organizzare e realizzare il servizio fotografico che hai sempre desiderato, visita questa pagina e scarica la guida gratuita “Cosa chiedere al fotografo di matrimonio”.

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